relazioni tra il lessico E la sintassi:

classi aspettuali di verbi ed il passivo Spagnolo*

 

clac 8/2001

 

Elena de Miguel

Universidad Autónoma de Madrid

 

elena.demiguel@uam.es

 

 

Summary

 

The aim of this article is to examine the different restrictions (especially those of aspectual nature) that constrain the process of passive formation in Spanish. The proposal defended here is based on the idea that verbal predicates denote events that include internal (subeventual) structure and, specifically, that there are eight different classes of verbs which can be distinguished according to their phase-structure, as has been proposed, for independent reasons, in previous work ― see, e.g., (Fernández Lagunilla and de Miguel, 1999) and (De Miguel and Fernández Lagunilla, 2000). The formation of passive structures is a sublexically oriented process. Each of the three types of passive constructions in Spanish (ser + past participle, se + active verb and estar + past participle) selects a certain phase of the internal (subeventual) structure of the verb, in complementary distribution. In this way, we can explain the apparent chaos of lexical and syntactic restrictions in the Spanish passive. 

 

 

0. Introduzione

 

Lo scopo di questo lavoro è di spiegare le restrizioni che presenta la formazione del passivo in spagnolo tenendo conto dei requisiti che questo processo impone sulla struttura subeventiva dei verbi coi quali opera. Il lavoro parte, quindi, dall'idea che gli eventi denotati dai verbi non costituiscano entità atomiche, ma si possano eventualmente scomporre in differenti fasi: questo significa che hanno delle strutture interne. Questa ipotesi di scomposizione degli eventi in fasi si inscrive tra le teorie nel campo della semantica lessicale e della sintassi che affermano l’esistenza di una struttura sublessicale o sottoeventiva dei predicati, responsabile delle proprietà aspettuali di questi ultimi.[1]

Nel corso di queste pagine esaminerò la distribuzione dei tre diversi tipi di costruzione passiva dello spagnolo — cioè le passive che si formano con il participio passivo del verbo transitivo corrispondente e rispettivamente gli ausiliari ser (‘essere’) o estar (‘stare’), e le passive con se (‘si’)— e cercherò di dimostrare che una classificazione aspettuale dei verbi in spagnolo basata sulla struttura interna degli eventi che denotano permette di spiegare il complesso comportamento dei verbi transitivi rispetto al passivo.

 

 

1. La struttura interna degli eventi

 

La classificazione aspettuale dei verbi secondo la struttura interna in fasi (raccolta più avanti in (1)) si basa su quella di Pustejovsky (1991), ma è modificata e ampliata in accordo con le analisi sviluppatte in de Miguel (1999), Fernández Lagunilla e de Miguel (1999, 2000) e de Miguel e Fernández Lagunilla (2000). In tutti questi lavori si esaminano con più approfondimento i test sintattici in cui si basa questa classificazione subeventiva dei verbi.[2] 

           L'ipotesi sottostante a questo lavoro considera che è possibile stabilire otto classi di eventi secondo la loro scomposizione in fasi. Gli stati (S in 1a) e gli achievements[3] (A1 in 1d) sono eventi semplici. I processi (P in 1b) sono sequenze di eventi identici, cioè, sono costituti da fasi omogenee.  Dato che sono eventi costituti da fasi omogenee, possono anche considerarsi eventi semplici. Gli altri cinque tipi costituiscono eventi  complessi, la cui struttura interna è composta da altri eventi (semplici o complessi). Gli eventi complessi si distinguono perché procedono attraverso fasi diverse, una delle quali è la principale. Nel caso delle transizione di tipo 1 (T1 in 1c), la fase principale coincide con la fase finale (A): quando una T1 si interrompe prima di raggiungere questa fase, essa non ha avuto luogo. Dopo questa fase principale o di culminazione dell'evento, si raggiunge normalmente un stato nuovo (S), ma questo non è obbligatorio. Questa è la ragione per la quale la S appare tra parentesi nello schema di (1c). Per esempio, un verbo come recibir ('ricevere') in Juan recibió un libro (‘Juan ricevette un libro’) implica una fine (A), ma non un cambiamento di stato, nel livro. Neanche la fase di processo è necessaria: è il caso dei predicati transitivi puntuali come marcar un gol ('segnare un goal').

La nozione fundamentale sulla quale si basa la proposta di (1) è, in realtà, quella di ‘culminazione’ (che fa riferimento alla fase nella quale un evento culmina o raggiunge la sua fase principale), come nozione distinta di quella di ‘finale’. La distinzione tra "finire" e "culminare" ci ha permesso di stabilire tre classi di achievements: quelli veramente puntuali, che finiscono nel punto nel quale cominciano (quelli di 1d); quelli che culminano in un punto iniziale, ma non finiscono perché perdura lo stato nel quale sfociano (1e); e quelli che dopo la culminazione sboccano in un processo e quindi anch’essi non finiscono (1f). Le transizioni tra due posizioni (T2 in 1g) costituiscono degli eventi composti da due eventi a loro volta composti, ambedue culminativi, il primo che è non delimitato e il secondo che termina in un cambiamento di stato.

In fine, c'è un gruppo di verbi in cui la fase principale coincide con la fase intermedia: questi sono eventi che non possono culminare stricto sensu, anche se possono eventualmente finire —infatti, in confronto alle prove abituali sulla perfettività di un evento si comportano a volte come perfettivi e a volte come non perfettivi (cf. Bertinetto e Squartini, 1995)—. Sono i verbi incrementativi (P2 in 1h), la cui struttura interna assomiglia abbastanza a quella delle transizioni (T1), ma si distingue crucialmente perchè la sua fase principale non è la fase finale ma il sottoevento di un processo. Perciò, un verbo incrementativo ha avuto luogo anche se non raggiunge la sua fase finale (se si è interrotto prima).

Insomma, si può affermare che esistono dei verbi che sono simultaneamente perfettivi e culminativi, e che ci sono dei verbi soltanto perfettivi oppure soltanto culminativi.[4] La proposta è dunque quella di (1).

 

(1) Classi di eventi secondo la loro struttura interna

 

a. Stato                                                b. Processo                              c. Transizione (T1)

       S                                                              P                                              T1

 

                                                                                                                (P)            A

 

        e                                                       e1    ...     en                               A          (S)

 

evento semplice, con                sequenza di eventi identici, con       evento complesso; processo o attività (P)

durata e  senza fasi: tener       durata e fasi; evento non delimitato:    che sbocca in un punto (A) seguito da un

(‘avere’), detestar (‘detestare’)    buscar (‘cercare’), estudiar       cambiamento di stato (S); evento delimitato

                                                 (‘studiare’), nadar (‘nuotare’)             con durata che culmina nella fase finale:

                                                                                                            leer un libro (‘leggere un libro’),  

                                                                                                          ver la película (‘vedere il film’)  

 

 

d.Achievement semplice              e. Achievement composto                     f. Achievement composto

    (A1, evento puntuale)                  (A2, evento ingressivo)                           (A3, evento ingressivo)          

           A1                                                         A2                                              A3

 

 

           e                                                     A               S                               A               P

 

evento delimitato che accade in     evento delimitato che culmina in un     evento delimitato che culmina  in un punto

un punto: explotar (‘scoppiare’),   punto (la fase iniziale) ed è seguito     in un punto (la fase iniziale) ed è seguito

llegar (‘arrivare’) , nacer             da un stato: marearse (‘perdere i      da un processo: hervir (‘bollire’), florecer

(‘nascere’)                                   sensi/sentirsi girare la testa’) ocultar-  (‘fiorire’), ver la costa (‘vedere la costa’)

                                                 se (‘nascondersi’), sentarse (‘sedersi’)

 

 

 

 

 

g.     Transizione (T2)                                                                          h. Processo (P2)

                      T2                                                                                            P2

 

          A                         A                                                                         P           (A)

 

A                (P)      A                (S)

 

evento delimitato che implica una transizione tra due                             evento incrementativo: adelgazar,

punti di culminazione; tanto il sottoevento iniziale quanto                      (‘dimagrire’), engordar (‘ingrassare’)

quello finale possono ancora scomporsi in due fasi:                       encanecer (‘imbiancare/ incanutire’)

aparecer(se) (‘apparire’), bajar(se) (‘scendere’)                                envejecer (‘invecchiare’).

caer(se) (‘cadere’),  ir(se) (‘andare’), morir(se)

(‘morire’), subir(se) (‘salire’), volver(se) (‘tornare')             

 

(i) e= variabile per qualsiasi tipo di evento

 

 

2. Il passivo come processo focalizzatore di una fase della struttura sottoeventiva dei predicati

 

            Non sembra semplice offrire una definizione del passivo che sia generalmente accettata nella letteratura. Sono molte le prospettive attraverso le quali esso è analizzato e, inoltre, molte le idee risultanti.[5] Quando si è tenuto conto delle restrizioni aspettuali (che sono molte in spagnolo, sopratutto nel caso delle costruzioni passive perifrastiche), normalmente si è considerato che ammettono il passivo soltanto le transizioni, perché sono i singoli eventi che hanno nella loro struttura una fase di processo, dove opera il soggetto logico, ed una fase finale che sfocia in un cambiamento dello stato dell’oggetto logico.[6]

            L’ipotesi sottostante all'analisi del passivo qui proposta considera quest’ultimo come un’operazione di focalizzazione dell'evento verbale e, specificamente, della fase finale di alcuni eventi verbali. Secondo questa ipotesi, il passivo è un processo sintattico fortemente ristretto dal punto di vista lessicale: cioè, è un processo che “osserva” la struttura interna (sublessicale) dell’evento denotato da un verbo, cercando di vedere se è compatibile o no con i suoi requisiti. Soltanto nel caso che l'evento sia compatibile (quindi, che abbia la fase richiesta) si formerà il passivo corrispondente.

            In questo modo ci rendiamo conto del perché non tutti i verbi transitivi ammettono il passivo in spagnolo. Quello che è più interessante è che, attraverso questa ipotesi, possiamo spiegare perché si forma il passivo con certi verbi transitivi il cui soggetto logico non è causa di un processo o di cui l’oggetto logico non esprime un cambiamento di stato né può delimitare l’evento. Infatti, se l’ipotesi generale si dimostra adeguata, raggiungeremo una spiegazione massimamente semplice e omogenea dell’apparente caos del passivo in spagnolo. Commincerò quindi ad esaminare le condizioni che permettono di formare il passivo.

 

 

2.1. Le costruzioni passive perifrastiche con ser

 

            La costruzione passiva perifrastica con ser è sempre possibile con i verbi delimitati, come si vede in (2):[7]

 

(2)       a. El huerto de mi abuelo fue heredado por mi madre.

                'L'orto di mio nonno fu ereditato da mia madre.'                           

 

            I verbi aspettualmente non delimitati, invece, presentano più restrizioni. I verbi transitivi stativi non ammettono il passivo, come si vede in (3a) e (3b). Nonostante questo, un verbo stativo ammetterà eventualmente il passivo se l'evento si può interpretare come ripetuto, ciò che accade di solito quando il soggetto logico che si manifesta nel sintamma-por ('da') ha un referente plurale, collettivo, generico oppure anonimo —la non specifità del soggetto nozionale contribuisce a dotare l'evento non delimitato di una interpretazione iterativa o abituale—, come si vede in (3c), e, sopratutto, se l'ausiliare appare in una forma flessiva imperfettiva che permetta di esprimere un evento iterativo o abituale (cfr. 3d)):

 

 

(3)       a. *El libro {es/fue} tenido por {Ana/todos los niños}.

                 (Lett.: ‘Il libro {è/fu} tenuto da {Anna/tutti i bambini}.’)

            b. Juan fue {conocido/querido} por Inés.

                'Juan fu {conosciuto/amato} da Inés'.

            c. Juan {es/fue} querido {por todo el mundo/??por su abuela}.

               'Juan {è/fu} amato {da tutti/da sua nonna}'.

            d. En su época , era conocido {por todo el mundo/??por Juan}.

               'A suo tempo, era conosciuto {da tutti/da Juan}'.

 

            In spagnolo, non si ammettono inoltre le costruzioni passive né con i verbi il cui oggetto non sia determinato (4a), o sia interno —come in (4b)—, né con i verbi light —come in (4c)—, né con le espressioni idiomatiche (4d):

 

(4)        a. * Fueron construidas casas.

                'Furono costruite delle case'.

            b. * Fueron corridos unos cien metros muy rápidos.

                'Furono corsi dei cento metri assai veloci’.

            c. * Fueron hechas muchas visitas a los enfermos.

                '{Furono/vennero} fatte molte visite ai malati'.

            d. * En aquella reunión, fue metida la pata hasta el fondo.

                'In quella riunione, {ci si sbagliò completamente./lett. la zampa venne messa fino in fondo}'.

 

            Tenendo conto degli esempi di (3) e (4), propongo che il requisito per formare la passiva con ser in spagnolo è che il verbo abbia nella sua struttura interna una fase di A+S. I verbi di stato (1a nello schema di 1), dato che mancano della fase A+S, non ammettono la forma passiva.

            Quanto ai verbi transitivi di processo (buscar ‘cercare’, empujar ‘spingere’, perseguir ‘inseguire’, seguir ‘seguire’) (1b in 1)[8], neanche questi ultimi consentono di formare il passivo, a meno che si possano interpretare come iterativi, come si vede nel contrasto tra (5a) e (5b):

 

(5)       a. * El secuestrado era buscado por Juan.

                'Il sequestrato era cercato da Juan'.

            b. El secuestrado era buscado {por todas partes/por la policía de distintos países}.

                'Il  sequestrato era cercato {da tutte le parti'/dalla polizia di diversi paesi}’.

 

            Il requisito essenziale, quindi, è lo stesso che abbiamo visto in rapporto con i dati di (3)[9]. Se un evento è intesso come composto da una serie di fasi finali, con una ripercussione sull’oggeto colpito, sarà possibile usare la forma passiva. Ma in questo caso la struttura interna non corrisponde a quella inizialmente proposta: ha acquisito una fase di A+S e diventa passivizzabile. Ossia, il verbo di una passiva deve avere una fase finale. Quindi, non importa, contrariamente a quello che normalmente si è proposto, che ci sia una fase iniziale di processo, nella quale operi un ipotetico agente. Infatti, i verbi puntuali non agentivi (come aceptar ‘accettare’, descubrir ‘scoprire’, encontrar ‘trovare’ o marcar un gol ‘segnare un goal’) possono formare la passiva, benché, in senso stretto, non costituiscano una transizione tra due fasi, dato che mancano della prima fase di P (per questo non accettano i test abituali per la durata e l’agentività) e presentano soltanto la seconda fase (A+S), dove si esprime il risultato dell’evento —está {marcado/encontrado/descubierto/aceptado} ‘è {segnato/trovato/scoperto/accettato}’—:

 

(6)        a. El gol fue marcado en el minuto 90.

                'Il goal fu segnato al novantesimo minuto'.

            b. El tesoro fue encontrado/descubierto de casualidad.

                'Il tesoro fu trovato/scoperto per caso'.

 

            Insomma, quello che è importante per formare una passiva perifrastica non è l'agente o la fase di processo, ma che esista una fase di A+S, una fase finale culminativa, sia o non sia preceduta da un'altra fase. Questa ipotesi permette di spiegare l’interessante contrasto tra i due usi del verbo polisemico ver 'vedere'. Questo verbo ammette il passivo se utilizzato come nell’esempio (7a) (‘vedere una mostra, un film’, ecc.) mentre non ammette la forma passiva se usato come nell’esempio (7b) ('vedere la cima, la costa', ecc.), che è agrammaticale:

 

(7)        a. La exposición de Raffaello fue vista ayer por el ministro.

                'La mostra di Raffaello fu vista ieri dal ministro'.

            b. * La cima fue vista en ese momento.

                'La cima fu vista in quel momento'.

 

            La causa di questo diverso comportamento è la diversa struttura interna dell’evento denotato dai due usi del verbo ver. Nel primo caso il verbo è inteso come una transizione (1 nello schema 1): implica un punto culminante finale con un cambiamento di stato nell'oggetto. Nel secondo caso, il verbo ver denota un evento che culmina in un punto e viene seguito da una fase aperta di processo: costituisce un evento culminativo non perfettivo (1f nello schema 1), nel quale si focalizza il primo momento in cui ha luogo la percezione visiva (A), ma non si esclude che il processo (P) continui.[10] Dato che il passivo con ser focalizza una fase di A+S, sarà possibile utilizzarlo soltanto con il primo verbo ver, che è un verbo del tipo T1 (7a) ma non quando ver è un verbo del tipo A3, che finisce con un P (7b).

            Se si accetta questa ipotesi, rimarrebbe da spiegare come i verbi (inaccusativi) di (1e) e (1g), che hanno nella loro struttura interna una fase A+S, non formano il passivo in spagnolo. La differenza tra i verbi transitivi e quelli inaccusativi è che i primi hanno una fase di A+S finale (cioè, culminano nella fase finale) e i secondi hanno una fase culminante iniziale semplice (A) e una fase finale non culminante semplice (S, P o Ø). Secondo la spiegazione proposta sopra, per formare il passivo è necessario focalizzare una fase finale, e questo non è possibili con i verbi come gli inaccusativi che culminano in una fase iniziale.[11]

            Quest’analisi eventiva del passivo ci permette di spiegare anche perché non si può formare la passiva con un oggetto che non sia un oggetto esterno (illustrato in 4b-c). Se il requisito è che ci sia una fase di A+S, bisogna che l'oggetto sia un’espressione nominale referenziale, perché solo delle espressioni nominali non esistenziali si possono predicare cambiamenti di stato.[12] Così si spiega anche il caso di (4a), dove l'oggetto è un oggetto esterno ma non costituisce un’espressione nominale determinata della quale possiamo predicare un cambio di stato. È, ovviamente, il caso delle espressioni idiomatiche, dove l’oggetto sintattico (che si può, infatti, pronominalizare), non è capace di subire un cambiamento di stato (4d). Quello che qui vorrei sottolineare è che la condizione necessaria per formare una passiva è fuori dell'oggetto: comunque, in realtà, quest’ultimo può essere non determinato, come si vede in (8), dove il cambiamento di stato sperimentato dall'oggetto consiste nella propria derivazione, nel suo passare ad essere: perciò, può essere un sintagma nominale (SN) esistenziale, non referenziale:

 

(8)        Fue encontrado petróleo en el mar del Norte. (=” Pasó a haber petróleo”.)

            'Fu trovato il petrolio nel mar del Nord = Accade che ci fosse il petrolio.'

 

            Nello stesso modo, non importa che gli oggetti dei verbi come quello di (5) non delimitino l'evento: se si può interpretare questo come una sequenza di eventi che culminano successivamente nelle loro fase finali, sarà ammessa la passiva perifrastica.

            In fine, secondo l'ipotesi di questo lavoro si spiega anche perché non si possono passivizzare i verbi di percezione con complemento infinitivo né con un complemento frasale: questi complementi non constituiscono entità independenti di cui si possa predicare un cambiamento di stato, come si vede in (9b,c) rispetto a (9a), che è perfettamente possibile:

 

(9)        a.Vi a Mario en la fiesta > Mario fue visto en la fiesta.

               'Vidi Mario alla festa > Mario fu visto alla festa.'

            b. Vi a Mario llegar tarde > *Mario fue visto llegar tarde.

               'Vidi Mario arrivare tardi > Mario fu visto arrivare tardi.'

            c. Vi que Mario llegaba tarde > * Que Mario llegaba tarde fue visto.

               'Vidi che Mario arrivava tardi > Che Mario arrivava tardi fu visto.'

 

            Abbiamo, quindi, passive con ser coi verbi che abbiano nella loro struttura interna una fase A+S —primitiva o inserita in qualche momento della derivazione, come conseguenza della ripetizione dell’evento, come nei casi dei verbi di stato e di processo in (3) e (5)—. La passiva con ser, come processo governato dalla struttura sottolessicale dei predicati, non ha bisogno quindi di un agente: c'e bisogno soltanto di una fase finale che culmini in un nuovo stato, sia o non sia preceduta da una fase di processo. Così, un verbo non agentivo come ver accetta il passivo quando ha una fase finale, come si vedeva in (7a) in confronto con (7b) che è agrammaticale perchè ha operato su un verbo ver la cui fase finale non include uno S. Gli altri requisiti abitualmente menzionati (ossia, che l'oggetto sia determinato, che il verbo sia transitivo, ecc.), piuttosto che requisiti, risultano epifenomeni.

 

 

2.2. Le costruzioni passive con se

 

            La costruzione passiva con se —costituita da un soggetto in 3ª persona singolare o plurale, il morfema se ('si') e il verbo in forma attiva in accordo col soggetto— è la struttura più utilizzata in spagnolo, forse perche è anche quella che presenta meno restrizioni. Infatti, come si vede in (10), la passiva può formarsi con i verbi di A3, come ver in (10a), che non ha una fase di processo in cui operi un agente e non termina in una fase di stato; e con i predicati che non hanno un oggetto referenziale autonomo di cui si possa esprimere un cambiamento di stato: come si vede in (10b) (dove il soggetto è una frase), in (10c) (dove il soggetto è un SN non determinato), in (10d) (dove il soggetto è un oggetto interno al verbo), in (10e) (dove il soggetto è l’oggetto di un verbo light) e in (10f) (dove il soggetto è l'oggetto di una espressione idiomatica):

 

(10)      a. La cima se vio inmediatamente.

               'La cima si vide immediatamente'.

            b. Se vio que Mario llegaba tarde.

               'Si vide che Mario arrivava tardi'.

            c. {Se construyeron casas/Se abrieron caminos} en la sierra.

               '{Si costruirono delle case/Si aprirono delle strade in montagna.'

            d. En Atlanta se corrieron unos cien metros lisos muy rápidos.

               'Ad Atlanta si corsero dei cento metri piani molto veloci.'

            e. {Se hicieron muchas visitas/se hizo una tontería} durante el fin de semana.

               '{Si fecero molte visite/si fece una sciocchezza} il fine settimana.'

            f. Se metió la pata hasta el fondo./Se hizo la luz en la discusión.

               'Lett. Si mise la zampa fino in fondo (=ci si sbagliò completamente)./Si fece luce sulla discussione.'

 

            In realtà, nessuna delle restrizioni che abbiamo visto prima per la passiva con ser interessa il passivo con se. Questa costruzione si può formare tanto con i verbi delimitati quanto con i verbi non delimitati. La spiegazione di questo contrasto è che la passiva con se richiede soltanto che il verbo abbia nella sua struttura interna un A. Che questo punto culminante sia seguito da una fase di S o da una fase di P, o da nessuna fase, non limita nè favorisce la formazione del passivo con se. I grammatici di solito segnalano solo due tipi di restrizioni per la costruzione delle passive con se, che sarebbe esclusa: (a) quando il soggetto nozionale si manifesta nel sintamma-por; e (b) quando il soggetto sintattico presenta un referente animato (caso nel quale la frase si interpreterebbe preferibilmente come riflessiva).

            Quanto alla prima questione, è vero che il soggetto nozionale raramente appare, ma è interessante osservare che in certi tipi di testi la sua presenza è molto frequente, probabilmente per fattori di ordine informativo e testuale. Come ha argomentato Ricós (1998), nei testi giuridico-amministrativi il soggetto logico può essere in certi casi altamente informativo e, quindi, la sua presenza esplicita diventa necessaria, come in (11a)-. Nella lingua standard l’espressione del soggetto logico è molto meno frequente, ma si possono trovare esempi, come quelli di (11b-e), quando si trata di soggetti nozionali plurali (11b), collettivi (11c), anonimi (11d) o indefiniti o generici (11b), che contribuiscono a dotare l'evento di una lettura iterativa, abituale o generale. Da questo si può dedurre che la passiva con se tiene conto solo della fase di A e non si interessa neanche della fase di processo (P). L’agente diventa esplicito soltanto quando è molto rematico (informativo) o quando interviene nella lettura plurale dell’evento:

 

(11)      a. Se firmó la sentencia por el juez de primera instancia.

                (Lett.: ‘Si firmò la sentenza dal giudice di prima istanza.’)

            b. De fuente polaca se informa a la agencia Havas que por los aparatos polacos

                se han derribado siete aviones alemanes. [Ya, 2-XI-1939] 

                 (Lett.: 'Da fonte polacca, si informa l'agenzia Havas che dagli apparecchi polacchi

                 si sono abbattuti sette aerei tedeschi.')

            c. Los crímenes nazis se juzgaron por un tribunal especial.

                (Lett.: 'I crimini nazisti si giudicarono da un tribunale speciale.')

            d. Se grabó la crónica por {el técnico de turno/*Luis}.

               (Lett.: 'Si registrò la cronaca {dal tecnico di turno/da Luis}.')

            e. El plan se elaboró sin duda por {una mente enferma/*Alicia}.

                (Lett.: 'Il piano si elaborò senza dubbio da {una mente malata/Alicia}.')

 

            Quanto a la seconda restrizione, illustrata in (12a), è ancora più interesante per la nostra ipotesi: l'oggetto dell’evento non può avere un referente umano, come in descalificar al atleta, 'squalificare l'atleta', che risulta agrammaticale in una struttura passiva con se (a meno che non si interpreti come riflessiva, nel senso che l'atleta si auto-squalificò da solo). Invece, lo stesso predicato può essere utilizzato in una pasiva perifrastica, come in (12b). Curiosamente, il requisito che impedisce che si formino passive con se con soggetto sintattico umano non si attua quando il soggetto si può interpretare come non referenziale, come in (12c-d). In modo indiretto, ciò appoggia quest'analisi del passivo con se come una costruzione dove non c'è bisogno di una fase di S, dato che sarebbe impossibile predicare un cambiamento di stato di un soggetto non referenziale:

 

(12)      a.#El atleta se descalificó por tomar anabolizantes.

               'L'atleta si squalificò per aver preso gli anabolizzanti.'

            b.El atleta fue descalificado por tomar anabolizantes.

               'L'atleta fu squalificato per aver preso gli anabolizzanti.'

            c. Cuando se dieron a conocer los nuevos embajadores, ...

               'Quando si fecero conoscere i nuovi ambasciatori,...'

            d. Cuando se eligieron los jugadores que participarían en el Mundial...

               'Quando si scelsero i giocatori che avrebbero partecipato al Mondiale,...'

 

            Infine, si potrebbe pensare, dato che la passiva con se accetta stati, processi e transizioni, verbi con oggetti interni ed esterni, determinati oppure non determinati, ecc., che questa struttura non esprime che l'evento culmini in una fase e perciò non è necessario che si formi su eventi che abbiano una fase finale culminante —come accade con la passiva perifrastica con ser—. Purtroppo, è preferibile pensare che in tutte le passive sia necessario un A, dato che in ogni caso, gli eventi denotati da una passiva finiscono: ancora, nel caso della passiva con se il tempo e l’aspetto della forma verbale e il fatto che se l'agente appare è per pluralizzare l’evento (per dotarlo di punti finali successivi), conferma che anche in questo caso è necessario che l’evento finisca, ossia, raggiunga un punto di culminazione (A) finale —non necessariamente seguito da un cambiamento di stato—.

 

 

2.3. Il passivo con estar

 

            Concluderò questo lavoro esaminando brevemente il caso della costruzione passiva con estar, il cui status passivo è il più problematico, dato che é difficile stabilire i confini delle costruzioni attributive con estar.[13] Trascurerò i casi come quelli di (13a), dove non esiste una struttura passiva, ma una attributiva. Il fatto che non si ammette una perifrasi del gerundio, costruzione che ha bisogno di un evento che si possa dinamizzare e che è pertanto esclusa dai verbi stativi; il fatto che non è possibile neanche ammettere avverbi come deliberadamente (‘deliberatamente’) e voluntariamente (‘volontariamente’), che sono legittimati da un soggetto nozionale agentivo; ed anche l'impossibilità di controllare la referenza del soggetto implicito di una frase finale con un verbo infinito, provano che in (13a) non c’è una predicazione eventiva bensì l'attribuzione di una proprietà risultante da un evento previo.

            Restano fuori da quest'analisi anche le strutture con soggetto nozionale locativo, formate sui verbi stativi, come (13b). Invece, per le stesse ragioni prima menzionate, costituiscono delle passive gli esempi di (13c-e).

 

(13)      a. Este cuadro está pintado en la pared {por Leonardo (≠ Este cuadro está siendo pintado por Leonardo)/          *deliberadamente/*para agradar al marido de Mona Lisa}.

                (Lett.: 'Questo quadro è dipinto sul muro {da Leonardo (≠ Questo quadro sta essendo dipinto da

                 Leonardo./ intenzionalmente/ per far piacere al marito di Monna Lisa.}')

            b. La ciudad está rodeada por las montañas.

                'La città è circondata dalle montagne.'

            c. El camino está cortado {por los manifestantes (={está siendo/ permanece} cortado)/deliberadamente/

                para protestar por la construcción de la autopista}.

               'La strada è interrotta {dai manifestanti = {sta essendo/rimane} interrotta)/deliberatamente/per protestare

                contro la costruzione dell’autostrada}.’

            d. Cisjordania está ocupada por el ejército (={está siendo/ permanece} ocupada).

               'La Cisgiordania è occupata dall' esercito' = {sta essendo/rimane} occupata).’

            e. El garaje está vigilado por el guarda (= {está siendo/permanece} vigilado).

               'Il garage è controllato dalla guardia = {è essendo/rimane} controllato).’

(Esempi (13c-e), da Conti, 2000)

            f. * Juan está amado por María.

               ‘Juan è amato da María.’

 

            Come si vede negli esempi (13c,d,e), si possono formare delle passive con estar soltanto con i verbi che abbiano nella loro struttura uno Stato (come cortar 'interrompere', ocupar 'occupare', o vigilar 'sorvegliare/controllare'). Ma non è sufficiente questo requisito, dato che normalmente i verbi stativi ―(1a) in (1)― non hanno questa costruzione, come si vede in (13f). Lo stato focalizzato dalla passiva con estar deve essere il risultato di un evento di  transizione precedente ("qualcuno controlla qualcosa”) che ha raggiunto già la sua fase finale e sfocia in un evento indipendente (uno stato nuovo: "qualcosa è controllata da qualcuno") che si mantiene stabile ("perché qualcuno continua ad operare su qualcosa"). L'agente che si manifesta nel "sintamma-por" (‘da’) assicura il mantenimento dello stato: per questo, gli esempi di (13c-e) si possono parafrasare con permanece ('rimane'), mentre ciò è impossibile nell’esempio (13 a), perchè l’evento si considera terminato una volta raggiunto il cambiamento di stato. Per questa ragione (13 a) non si può parafrasare “il quadro rimane dipinto”.

            Quindi, i verbi che accettano la passiva con estar sono eventi composti di una T e un S risultante che dura mentre continua ad operare l'agente. Perciò l'agente deve essere esplicito: soltanto se appare si segnala la connessione con la transizione precedente. Infatti, se l’agente non appare perché lo stato si mantiene stabile indipendentemente dal suo intervento (come in la puerta está abierta, ‘la porta è aperta’), ci troviamo di fronte ad una struttura attributiva che esprime un risultato come quella di (13 a), che non costituisce una passiva.  Per concludere, diciamo che il passivo con estar si forma soltanto su eventi che siano il risultato di un evento di transizione indipendente e previo che continua ad operare affinché si mantenga lo stato focalizzato. La passiva con estar focalizza il secondo stato in una struttura complessa del tipo di (14); questo S è relativamente indipendente, a differenza dello stato incluso nel primo sottoevento di T, che non ammette di essere focalizzato mediante la passiva con estar, ma che invece forma parte di una atributiva:

 

(14)                                      S

 

            T              S

 

                   P        A

 

            A        S 

 

 

 

3. Conclusione

 

            L'ipotesi qui sostenuta è basata sul presupposto che gli eventi si scompongano in fasi e che il passivo sia un processo di focalizzazione di determinate fasi degli eventi. Il passivo con ser ('essere') focalizza la fase di A+S dell'evento denotato dal verbo col quale si forma; esso è compatibile con il soggetto logico, esplicito e implicito; questi può intervenire nella fase P o nella fase A, nei verbi puntuali. Il passivo con se ('si') ha bisogno solo di A, seguito da S, P, o da niente. Raramente è compatibile con l'espressione del soggetto logico, a meno che questo non serva ad esprimere che l'evento è iterativo, quindi, che ha una fase A. Il passivo con estar ('stare') focalizza lo S che segue a una T negli eventi composti del tipo de (14). In qualche punto della T c'è un agente, o soggetto nozionale, responsabile del mantenimento dello Stato seguente. Le costruzioni passive sono, quindi, in distribuzione complementare: scelgono una fase A + S, A o S a seconda del tipo di passivo.

            In conclusione, la clasificazione dei tipi di verbi secondo la loro struttura interna qui proposta permette di renderci conto delle restrizioni apparentemente eterogenee del passivo in spagnolo e si dovrà tenere a mente, credo, per capire e spiegare altri tipi di costruzioni, come le medie, le causative e le impersonali, possibilità ancora non esplorate in questo momento della mia ricerca.

 

 

Riferimenti

 

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Conti, C. (2000), “La pasiva con estar”, manoscritto inedito. Universidad Autónoma de Madrid.

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Tenny, C. (1987), Grammaticalizing aspect and affectedness, Tesi di Dottorato indita, MIT, Cambridge, Mass.

Tenny, C. (1994), Aspectual Roles and the Syntax-Semantics Interface, Dordrecht, Kluwer.

Vendler, Z. (1967), Linguistics in Philosophy, Ithaca, N.Y., Cornell University Press.

 

 

© Elena de Miguel. Circolo di Linguistica Applicata alla Comunicazione. Círculo de Lingüística Aplicada a la Comunicación 8, novembre 2001. ISSN 1576-4737. Pubblicato in Raffaele Simone (ed.), Studi Italiani di Linguistica Teorica e Applicata, 2000, 29.2, 201-217.

http://www.ucm.es/info/circulo/no8/demiguel.htm

Índice de clac 8

Portada

 



* Versioni piu ampie di questo lavoro sono state presentate nella  Scuola Normale Superiore di Pisa (aprile 1999) e nell’Università di Roma Tre (dicembre 1999). Voglio ringraziare per i loro rispettivi inviti P. M. Bertinetto ed E. Pérez Vázquez e R. Simone, così come i partecipanti di entrambi gli incontri. Ringrazio inoltre per i loro suggerimenti e osservazioni riguardanti questo articolo  C. Conti, R. Marín e, in modo speciale, M. Fernández Lagunilla. Nella traduzione delle varie versioni del lavoro mi hanno aiutato F. Cartoni, A. Fortte, A. Pompei, R. Whittaker e, specialmente, E. Placci, alle quali  rivolgo i miei più sinceri ringraziamenti. La ricerca è stata parzialmente finanziata dal progetto PB97-0010 della D.G.E.S. del Ministerio de Educación y Cultura spagnolo.

[1] Teorie proposte durante gli anni scorsi da diversi autori: tra gli altri, Jackendoff  (1983, 1990, 1992, 1993, 1996), Tenny (1987, 1994), Pustejovsky (1988, 1991, 1995), Grimshaw (1990) e Hale & Keyser (1993).

[2] Classificazione che ha provato ad importanti conseguenze per la predicazione secondaria e la modificazione avverbiale (temporale, modale e di grado). Si basa sui seguenti tests: il comportamento dei verbi in spagnolo nei confronti degli operatori focali come sólo ('soltanto') o incluso ('anche'), degli avverbi aspettuali come aún, todavía è ya ('ancora, già'), della perifrasi del gerundio, della costruzione di participio assoluto, degli avverbi durativi e puntuali e di quello che chiamiamo il clitico aspettuale me, te, se (in strutture del tipo di Juan se {salió de la reunión/vió tres películas} , lett. ‘Juan si uscì dalla riunione/vide tre film’).

[3] Col termine achievement, di Vendler (1967), ci riferiamo a un gruppo di verbi terminativi e puntuali (di seguito farò ulteriori distinzioni). Pustejovsky (1991), invece, non propone una struttura speciale per questi tipo di evento.

 

[4] Infatti, si comportano in modo differente a seconda dei differenti test sintattici. Si vedano i diversi lavori di de Miguel e Fernández Lagunilla e Fernández Lagunilla e de Miguel citati nella bibliografia.

[5] Come processo esencialmente formale che altera la struttura degli argomenti di un verbo, come strategia di ridistribuzione del contenuto informativo di un enunciato (che topicalizza l’oggetto e detopicalizza il soggetto logico), come mecanismo di coesione testuale che permette il mantenimento del topic o come processo multidimensionale nel quale coocorrono una pluralità di parametri che motivano la scelta del passivo, cfr. Bazzanella (1991) e Conti (2000).

[6] Si veda, a questo propósito,  De Miguel (1992, 1999) e Mendikoetxea (1999).

[7] Con un’unica restrizzione: se l'ausiliare è in una forma imperfetta, è possibile formare la pasiva soltanto se si interpreta come puntuale, iterativa, abituale oppure come permanente, come in {en aquel momento/todos los veranos} Carolina era fotografiada en sus vacacio-nes ('{In quello momento/tutti gli anni}, Carolina era fotografata durante le sue vacanze')/*El huerto de mi abuelo era heredado por mi madre ('L'orto di mio nonno era ereditato da mia madre'). Questa restrizione non ci interessa, dato che occorre anche nei verbi delimitati in forma attiva, come si vede in  #Mi madre heredaba el huerto de mi abuelo ('Mia madre ereditava l'orto di mio nonno').

[8] Il fatto che questi verbi siano processi è provato dal fatto che ammettono soltanto l’avverbiale  "per x tempo" e non "in X tempo" e che non ammettono  il "se" aspettuale dello spagnolo, come si vede in perseguir (*se) a su perro ('inseguire il suo cane'), empujar (*se) el carrito ('spingere la carrozzina'), seguir (*se) a mis amigos ('seguire i miei amici'). Si veda de Miguel e Fernández Lagunilla (2000).

[9] In accordo con Conti (2000), che segue Moreno (1997), il requisito non è esattamente lo stesso: dato che i processi sono, a loro parere, transizioni tra eventi identici, ammettono il passivo più fácilmente che gli stati, che hanno bisogno di un sintagma-da che li pluralizzi per diventari processi, quindi eventi passivizabili.

[10] Come si osserva nel contrasto tra (*Me) he visto la costa y me dirigí a ella ('Ho visto la costa e andai verso là') che non implica che la costa smetterà o finirà di vedersi, e  (Me) he visto una película de miedo ('Ho visto un film di paura'), che è un evento finito che è seguito da uno stato nuovo e per questo ammette il me aspettuale, cfr. de Miguel e Fernández Lagunilla (2000).

[11]C'è una altra linea di spiegazione: forse sì puo formare il passivo con i verbi inaccusativi, che in italiano, catalano o francese si coniugano con l'ausiliare essere, ciò che  li avvicina considerevolmente al passivo. Infatti, si è detto frequentemente che i verbi passivi sono una sottoclasse degli inaccusativi. Ma il rapporto può essere inverso. Se formare il passivo equivale a focalizzare una fase di culminazione (A)  seguita da un cambio di stato (S), i verbi inaccusativi sono senza dubbio una sottoclasse dei passivi, dai quali si distinguono soltanto perchè non hanno un argomento agente (ma hanno un argomento causa). I possibili vantaggi di questa spiegazione, che suppone una semplificazione in confronto con quella del testo, devono essere ancora essaminati.

[12] Come provano i predicati secondari, che hanno bisogno di un soggetto determinato ed autonomo, secondo quanto si vede in le dieron el Oscar a Benigni [sin abrillantar] /Sofía le dio un beso a Roberto [*predicato secondario dell’oggetto] (‘gli dettero l’Oscar a Benigni [senza lucidare]/Sofia gli diede un bacio a Roberto[*...])’

[13] In spagnolo abbiamo due verbi copulativi, ser (specializzato nella espressione delle proprietà degli individui, come in Juan es inteligente, 'Juan è intelligente') ed estar (destinato ad esprimere gli stati nei quali si trovano i soggetti, come in Juan está cansado, ‘Juan è stanco’).